Molti apicoltori valutano la stagione appena trascorsa ancora prima di dicembre. Tuttavia, per la maggior parte degli apicoltori professionisti, la stagione produttiva spesso coincide con quella di vendita. I nostri clienti più affezionati sanno già che la vendita del miele di quest’anno inizierà non prima di novembre e che tutte le loro richieste verranno soddisfatte prima delle festività natalizie. Solo nella settimana tra Natale e Capodanno c’è finalmente tempo per analizzare i nostri appunti, confrontarli con i piani fatti l’anno precedente e pianificare una nuova stagione apistica arricchiti da maggiore esperienza.
Valutando la produzione di miele di quest’anno, dobbiamo ammettere che non è stata altrettanto abbondante come l'anno scorso. Dopo una primavera estremamente favorevole, con un buon raccolto da colza e aceri, in gran parte del Paese non ci sono state altre importanti fioriture. L’eccezione viene confermata dagli apicoltori della zona della Šumava, che hanno potuto godere di una generosa melata.
Per quanto riguarda le condizioni per l’allevamento delle regine, la stagione può essere considerata leggermente superiore alla media. La primavera non è arrivata improvvisamente, ma il suo andamento è stato piuttosto instabile, il che è favorevole alla crescita delle regine. Era importante che non si ripetesse la situazione del 2015, quando il clima aveva reso difficile l’allevamento delle regine. Verso la fine di maggio e giugno si ebbe una decina di giorni freddi che bloccò i fuchi negli alveari, rendendo impossibile la fecondazione delle regine. In quel periodo, le api operaie impedirono ai fuchi maturi di accedere alle scorte e, successivamente, li espulsero dall’alveare, come avviene solitamente più tardi in estate. La razza carnica, nota per l’accortezza, manifestò questa tendenza già alla fine di maggio. I fuchi maturi vennero respinti e si accumularono davanti agli ingressi degli alveari in strati maleodoranti di cadaveri. Fortunatamente, quest’anno questa situazione non si è ripetuta prematuramente.
Per gli apicoltori che documentano dettagliatamente la gestione delle proprie colonie, arriva ora un periodo entusiasmante. Per chi seleziona regine, è tempo di confrontare le performance delle famiglie con regine di diversa origine, nella continua ricerca dei migliori ceppi. Ogni anno è diverso, e questo consente ai vari tratti genetici delle colonie di esprimersi appieno. Ciò però è possibile solo con arnie numerate e registrazioni dettagliate delle prestazioni e dei comportamenti per tutta la stagione. Solo grazie alla documentazione sull’origine della regina possiamo valutare il nostro successo nella selezione delle qualità migliori negli anni precedenti.
La stagione può essere valutata anche in base alla convivenza delle nostre api con l'ambiente circostante. Quest’anno si è registrato un aumento di segnalazioni riguardanti colonie particolarmente aggressive, che attaccano animali e persone. Probabilmente, cominciamo a riscontrare gli effetti dell’allevamento e dell’introduzione di razze diverse di api nel nostro territorio. Gli ibridi derivanti da incroci incontrollati possono esibire tratti estremi – e purtroppo l’aggressività è uno dei primi segnali di incrocio fra razze. Apicoltori che desiderano sperimentare “razze alternative” stanno raccogliendo ciò che hanno seminato, e i loro vicini potrebbero tolerare ancora per poco l’allevamento di api nei pressi delle loro proprietà.
Dal punto di vista sanitario, la presenza del parassita Varroa destructor quest’anno è risultata relativamente contenuta, gestibile con i trattamenti disponibili. Ciò è dovuto al ritardato sviluppo primaverile delle famiglie e alla costante applicazione delle pratiche di trattamento nell’anno precedente.
Le colonie durante lo svernamento
Durante il mese di dicembre, gli alveari superano il periodo difficile raggruppate in glomere invernale. La capacità della specie Apis mellifera di ibernarsi si è presumibilmente sviluppata durante l’ultima glaciazione ed è ciò che permette loro di sopravvivere ai mesi più freddi. In questa fase, la colonia necessita di adeguate scorte di carboidrati, aria e una minima interferenza. L’ingresso dell’alveare deve essere ben aperto per garantire una buona circolazione dell’aria. L’ideale per lo svernamento è la disposizione dei favi secondo il cosiddetto sistema a freddo, che permette all’aria di raggiungere facilmente gli spazi tra i telaini, mentre le api regolano la ventilazione restringendo il glomere. Le api si dispongono all’ingresso, vicino alla fonte di aria. Con temperature intorno agli 8° C, il glomere non è ancora molto compatto. Le colonie hanno già predisposto durante settembre la cosiddetta posizione invernale, lasciando su 4-7 telaini delle celle vuote. Le scorte vengono poste ai margini dell’area di svernamento, il più possibile vicine alle api. Le celle vuote consentono alle api di occupare fisicamente tale spazio, contribuendo a mantenere la temperatura, non solo nei corridoi, ma anche all’interno delle celle stesse. La dimensione di quest’area è proporzionale alla forza della colonia. Il “glomere invernale” inizia dal lato dell’ingresso; durante l’inverno, la colonia si sposterà gradualmente verso le scorte attraversando i telaini. Un alveare disposto a freddo facilita questi spostamenti; invece, nei sistemi a caldo, il movimento tra i favi attigui risulta più difficile – specialmente durante i freddi intensi, quando il glomere si stringe molto. Per questo motivo è raccomandabile, nella scelta delle arnie, preferire il sistema a freddo e un ingresso largo. Durante il periodo invernale, è fondamentale garantire tranquillità alle api, evitando qualsiasi disturbo non necessario.
Dal periodico “Apicoltura”
Ing. Pavel Cimala, allevatore di regine Carnica Cimala

























































































































































