Quando si parla dello sciamare delle api, ci si riferisce a un naturale metodo di riproduzione che consente alle api di preservare e propagare la propria specie. Lo sciame rappresenta quindi una fase assolutamente naturale ed essenziale del ciclo biologico dell'alveare.
Quando parliamo dello sciamare delle api, ci riferiamo a un fondamentale meccanismo naturale di riproduzione che permette alle api di conservare la specie. Ciò avviene spontaneamente ed è una caratteristica essenziale della vita sociale e biologica di ogni colonia apistica.
Cause e svolgimento della sciamatura
La sciamatura può avere diverse cause. Generalmente si verifica quando nell'alveare vi è poco spazio disponibile per il continuo sviluppo delle api, oppure quando vi è uno squilibrio tra la covata aperta e quella opercolata. Anche una temperatura troppo alta all'interno dell'alveare può innescare la sciamatura. In queste circostanze, le api modificano il loro comportamento e iniziano a costruire speciali celle reali destinate alla nascita di nuove regine. In tali celle, la regina deposita delle uova fecondate, che normalmente produrrebbero api operaie, ma, posizionate nelle celle regali e nutrite con abbondante pappa reale, si sviluppano in nuove regine. Alla nascita, la prima giovane regina eliminerà tutte le altre possibili rivali rimaste nelle celle. Nel frattempo, l'antica regina perde progressivamente peso, poiché le api operaie cessano di nutrirla, preparandola quindi involontariamente ad essere nuovamente in grado di volare. Una volta che la cella reale viene opercolata, il segnale è chiaro: la colonia è pronta per lo sciamare, generalmente durante giornate calde e soleggiate, spesso intorno a mezzogiorno. Prima di lasciare l'alveare, le api riempiono le loro sacche melarie di cibo che servirà loro per il viaggio: subito dopo, lo sciame lascia l'alveare guidato dall'ape regina anziana. Principalmente, poiché quest'ultima non ha più grandi capacità di volo, lo sciame tende a fermarsi nelle vicinanze, ad esempio su un ramo vicino all'alveare. Il primo gruppo che lascia l'alveare è chiamato sciame primario; successivamente potranno formarsi ulteriori sciami secondari o “di accompagnamento”, con le nuove regine giovani, più agili e veloci. Dopo la sciamatura, le api formano il tipico grappolo attorno all'ape regina in un punto di sosta temporaneo. Nel frattempo, alcune api esploratrici cercano un nuovo luogo adatto dove la colonia potrà stabilirsi permanentemente. Quando trovano un luogo appropriato, comunicano informazioni precise alle altre api, che scelgono poi insieme quale sia il posto migliore dove stabilire il nuovo alveare.
Le api durante lo sciame non pungono
Non ci si deve preoccupare eccessivamente di essere punti dalle api in sciame, specialmente se non soffrite di gravi allergie. Quando sciamano le api sono estremamente pacifiche, non avendo un alveare da difendere: inoltre, avendo le sacche melarie piene di miele, sono rilassate, soddisfatte e tendenzialmente non aggressive. Pertanto, il rischio di punture è praticamente nullo, anche in presenza di interi grappoli di api. Lo sciame rimane temporaneamente nello stesso posto generalmente al massimo uno o due giorni. Se si è particolarmente ansiosi o allergici è ovviamente consigliabile mantenere una certa distanza, potendo tuttavia osservare lo spettacolo della sciamatura tranquillamente da lontano. Nel caso in cui le api dovessero posarsi in punti frequentati da bambini o animali domestici, è una buona pratica rivolgersi a un apicoltore locale, che interverrà prontamente per recuperare in sicurezza lo sciame.
La sciamatura nell'apicoltura moderna
Per gli apicoltori moderni, lo sciamare delle api rappresenta generalmente un problema indesiderato perché significa una perdita di api e quindi una significativa riduzione nella produzione di miele dell'alveare. Di conseguenza, oggi la maggior parte degli apicoltori cerca di prevenire la sciamatura adottando specifiche strategie di gestione degli alveari, tra cui garantire sufficiente spazio interno alle famiglie, eliminare eventuali celle reali presenti e allevare linee genetiche meno inclini alla sciamatura. Nonostante tali precauzioni, lo sciamare rimane una manifestazione naturale e istintiva che talvolta si verifica, nonostante il lavoro dell'apicoltore. In alcuni casi particolari, specialmente quando i numeri delle api siano ridotti, qualche apicoltore può anche deliberatamente permettere o favorire la formazione dello sciame, con lo scopo di incrementare naturalmentela presenza di api nei dintorni. Tuttavia, tale pratica oggi rimane rara, sia per i rischi sanitari connessi alla potenziale diffusione di patologie, sia per la perdita di una parte del raccolto di miele previsto. Una buona e tempestiva gestione, soprattutto controllando regolarmente la presenza di celle reali all’interno degli alveari, garantisce all'apicoltore la possibilità di limitare e prevenire efficacemente lo sciamare delle api.

























































































































































