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Se potessimo mostrare alle api cosa oggi viene venduto sotto il nome di miele, rimarrebbero scioccate. Ci pungerebbero con le loro punture senza pietà e, oltretutto, avrebbero tutte le ragioni per farlo: le pratiche seguite da molte catene alimentari, specialmente per quanto riguarda prodotti sani come il miele, sono infatti disastrose. Nei prodotti analizzati sono state rilevate numerose sostanze artificiali "E", sciroppi economici e, sorprendentemente, perfino tracce di pesticidi in alcuni mieli definiti biologici. A confermare questi risultati è un'indagine svolta dall'associazione indipendente ceca D test, che ha analizzato circa 17 tipi di miele comunemente reperibili nei supermercati.

Cosa dovrebbe essere definito correttamente miele?

Con il termine “miele” si dovrebbe indicare esclusivamente un prodotto naturale, puramente ricavato dal lavoro delle api, che non contenga aggiunte artificiali o sostanze diluenti. In nessun modo dovrebbe essere manipolato o alterato, una regola purtroppo disattesa in molte parti del mondo. Per quale motivo ciò accade? La risposta è semplice: per ragioni di profitto economico!

I peggiori mieli tra quelli valutati da D test contenevano sciroppi di origine scadente, derivanti da mais, canna da zucchero e, in un caso, persino da cereali. La sorpresa più grande riguarda il prezzo: questi prodotti sofisticati non erano per nulla economici, venduti a prezzi che oscillano tra le 100 e le 240 corone ceche. Non sono nient'altro che costosi dolcificanti artificiali; acquistarli non ha davvero senso.

Un altro problema riportato da D test è che determinati mieli vengono trattati chimicamente e contengono numerosi additivi "E". Facendo uso di coloranti e sostenze sintetiche, i produttori cercano disperatamente di conferire a questi prodotti almeno un aspetto simile a quello del vero miele. Uno degli additivi utilizzati è il caramello solfito-ammoniacale, classificato dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare come rischioso per la salute umana insieme ad altri ingredienti simili.

Come si sono classificati i mieli definiti biologici?

Nell'ultimo periodo, i prodotti biologici rappresentano un grande trend commerciale grazie all'assenza teorica di sostanze chimiche nocive e pesticidi. Ai produttori di miele biologico vengono imposte regole rigorose: qualsiasi fiore o vegetazione situati entro un raggio di 3 km dalla postazione degli alveari devono categoricamente essere coltivati seguendo pratiche biologiche certificate, oppure crescere spontaneamente in un ambiente pulito e incontaminato. Tuttavia, come già anticipato, non tutti i prodotti etichettati come biologici rispettano effettivamente gli standard richiesti.

D test ha individuato in due campioni di miele biologico la presenza degli insetticidi acetamiprid e thiacloprid, sostanze altamente dannose per gli insetti perché dotate di effetti neurotossici, talvolta fatali per l'alveare stesso.

Una delle ulteriori modalità fraudolente individuate è quella del trattamento termico: alcuni produttori riscaldano il miele a temperature elevate per impedirne la cristallizzazione, sebbene questo trattamento distrugga molti dei principi attivi benefici per il nostro organismo. È bene ricordare infatti che la cristallizzazione è un fenomeno naturale che certifica la qualità genuina del miele, conservandone intatti tutti i benefici.

Naturalmente non tutto il miele disponibile sul mercato è adulterato o di scarsa qualità. Esistono produttori seri che offrono miele puro ed eccellente. Se desiderate acquistare un prodotto genuino e dal valore nutrizionale certo, rivolgetevi direttamente ad apicoltori qualificati, preferibilmente quelli di vostra fiducia, di cui avete potuto osservare direttamente gli alveari. In questo modo potrete essere sicuri di acquistare un autentico miele prodotto naturalmente dalle api, e non soltanto un altro preparato chimico.

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