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Obrázek Misure di Prevenzione contro la Varroa in Primavera

Così come lo scorso anno, desidero riprendere il tema delle strategie per contrastare la varroa già affrontato nei miei articoli di luglio e settembre. Vorrei così completare il ciclo apistico illustrando principi fondamentali e regole per combattere senza tregua questo temibile parassita. In questa parte mi concentrerò sul periodo che va dalla raccolta della covata morta invernale fino agli eventuali trattamenti degli alveari entro il 15 aprile. L’obiettivo delle cure autunnali è ridurre al minimo la presenza delle femmine di Varroa destructor nelle colonie che passano l’inverno, preferibilmente contando solo pochi esemplari riscontrati. L’efficacia degli interventi si valuta tramite l’analisi della covata invernale. Il risultato atteso è la media degli acari caduti raccolti nel detrito invernale per alveare su ciascun apiario. Per garantire risultati attendibili di questa analisi, è indispensabile:

Come già fatto l’anno scorso, continuo nel mio approfondimento sulle strategie di lotta alla varroa pubblicate nei mesi di luglio e settembre. Con questo contributo desidero tracciare una panoramica completa dell’anno apistico, condividendo osservazioni ed esperienze utili per mantenere sotto controllo questo persistente parassita. Mi focalizzerò sul periodo dalla raccolta del detrito invernale fino agli eventuali trattamenti dei nuclei d’api entro il 15 aprile.

Lo scopo delle cure pre-invernali è abbassare al minimo la popolazione delle femmine di Varroa tra le colonie che sverneranno, auspicabilmente trovandone solo alcuni casi occasionali. Il successo dei trattamenti sarà verificato tramite l’analisi del materiale caduto sotto la griglia dell’arnia durante l’inverno. Il risultato fornisce il numero medio di acari riscontrati per alveare nell’apiario. Per ottenere dati oggettivi, bisogna seguire alcune regole fondamentali:

• Circa una settimana dopo l’ultimo trattamento di dicembre, pulire completamente la base dell’arnia da eventuali residui dei precedenti monitoraggi;
• Lasciare passare almeno 4 settimane, ossia fino a gennaio, prima di raccogliere tutto il detrito dalle basi; se il materiale è umido, lasciarlo asciugare all’aria, preferibilmente al di fuori dell’arnia;
• Setacciare i residui tramite una rete con maglie di circa 4x4 mm;
• Imballare il materiale raccolto in contenitori traspiranti, allegando l’elenco degli alveari; assicurarsi che il campione arrivi al laboratorio per l’analisi entomologica entro non oltre il 15 febbraio – questa pratica viene generalmente coordinata dalle associazioni locali di apicoltori;
• Al ricevimento dei risultati, se la caduta supera i 3 acari per alveare, intervenire con un trattamento diretto della covata opercolata usando la soluzione acquosa di M-l AER, seguito da una fumigazione con Varidol 125 mg. I dettagli operativi sono indicati nelle linee guida sanitarie annuali e nelle istruzioni specifiche dei farmaci veterinari.

Nella raccolta del materiale invernale è consigliabile "leggere" visivamente il fondo dell’arnia, poiché offre dati aggiuntivi sull’andamento della colonia come la forza della popolazione e le scorte residue. Per monitorare anche la situazione sanitaria riguardo la nosema, è opportuno prelevare anche i resti delle api morte per l’analisi. Scartare sempre, durante la raccolta, le parti di detrito troppo fini o composte da materiali (come polistirene o carta) che ostacolano una corretta diagnosi con i metodi di flottazione. Se si utilizzano sottofondi in plastica, si possono riscontrare accumuli d’acqua o ghiaccio; per questo è consigliabile preferire fondi robusti di carta, anche se quelli in cartone multistrato tendono a sfaldarsi con l’umidità.

Perché si consegna tutto il materiale raccolto dall’alveare?

Lo scopo dell’analisi è rilevare il numero totale di femmine di Varroa cadute per alveare e ottenere una media site-specific. Se il vento soffia via parte dei campioni oppure in caso di voli di pulizia delle api prima della raccolta, si consiglia di moltiplicare il risultato per un coefficiente di 1,5 o 2 – in tal modo si ottiene una stima meglio approssimata della reale infestazione. Non va mai dimenticato che per ogni acaro trovato nel campione, ve ne sono ancora almeno una ventina nell’alveare; in condizioni favorevoli ciascun acaro può moltiplicarsi fino a 150 volte in una stagione! Per questo motivo i risultati dell’analisi, sia nel proprio apiario sia nei dintorni, vanno presi seriamente in considerazione.

Se dai risultati emerge una caduta superiore a 3 acari per alveare nel detrito invernale, è indispensabile provvedere al trattamento degli alveari con la stesura di soluzione M-l AER sulla covata opercolata e la successiva fumigazione con Varidol 125 mg, entro e non oltre il 15 aprile. In alcune zone il trattamento può essere richiesto a livello collettivo dagli organismi veterinari locali che regolamentano gli interventi straordinari.

L’applicazione della soluzione va eseguita tempestivamente, evitando di trattare più di 10 dm² di covata opercolata alla volta; in presenza di maggiori quantità di covata, si raccomanda di rimuoverne l’eccesso per motivi sanitari. La fumigazione è fondamentale soprattutto quando la superficie della covata è ridotta: le due tecniche si integrano, poiché l’applicazione diretta elimina gli acari nascosti sotto i tappi delle celle, mentre la fumigazione funziona sugli adulti presenti sulle api.

Per la preparazione della soluzione secondo le istruzioni ufficiali, aggiungere 5 gocce di M-l AER ogni 0,5 dcl (50 cm³) di acqua, mescolando fino a ottenere un’emulsione omogenea. Per trattare più alveari, utilizzare 1 dcl di acqua per 10 gocce di prodotto. Il numero di alveari trattabili con un flaconcino dipende dalla quantità di covata opercolata in ciascuna famiglia. L’emulsione si applica direttamente sulle celle della covata usando un pennello piatto e morbido, largo 4-5 cm.

È importante eliminare l’eccesso di emulsione dal pennello lungo il bordo del contenitore, evitando sgocciolamenti. Stendere la soluzione sulla covata con passaggi incrociati per coprire bene le celle che dovranno mostrarsi lucide. Un pennello troppo imbevuto può far colare la soluzione sulle altre parti della covata, rischio da evitare per non danneggiare le larve esposte. Questo trattamento può essere svolto anche con temperature inferiori ai 10°C e, se necessario, in combinazione con la fumigazione, utile in caso di cluster di api compatti.

Il trattamento può essere eseguito anche quando l’analisi mostra meno di 3 acari per alveare, ma ogni intervento in massa sui nuclei d’api di un’area va comunque deciso secondo disposizioni ufficiali della sanità veterinaria provinciale. Il trattamento diretto della covata si conferma una delle misure più efficaci per contrastare la varroa.

Dopo il 15 aprile, e fino al periodo del raccolto, sono consentiti esclusivamente trattamenti a base di acido formico. In questo caso è fondamentale ricordare che le colonie primaverili sono molto più sensibili ai trattamenti con acido rispetto al periodo estivo.

Dr. Ing. František Kamler

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